FORTUNA CRITICA DELLA CHIESA di SAN PIETRO in Cavallermaggiore

     di Giuseppe Carità  

In questo disegno (redatto a fronte del frontespizio) si vede il profilo della città – come si può ancora vedere oggi venendo da Bra – al di là di alcune grosse differenze: la facciata e il campanile della chiesa di San Michele prima dei rifacimenti conseguenti al terremoto di fine Ottocento, i condomini degli anni Sessanta del Novecento, il grande volume della Pieve eretta (accanto al riconoscibilissimo campanile) tra fine Ottocento ed inizio Novecento….

                                                                                                  Il XIX secolo

La Chiesa di San Pietro di Cavallermaggiore fu oggetto per la prima volta di studi ad opera – forse - di Marcello De Bernardi (1781-1857)1, secondo l’interpretazione che ne dette negli anni Sessanta del Novecento, Sebastiano Galletto: ma Pistone analizza con cura le ipotesi sull’autore del manoscritto, chiamando in causa pure il figlio Giuseppe che era nato nel 1824 ! Infatti – nel manoscritto intitolato -Notizie intorno a Cavallermaggiore e suoi dintorni – si hanno le prime informazioni storiche e storico-artistiche su questa antica chiesa, sorta come chiesa del priorato dei monaci benedettini della Novalesa.A partire da pagina 68 (i fogli sono numerati al recto), si parla della antica chiesa di San Pietro, a quell’epoca chiesa cimiteriale, in ottemperanza all’Editto di Saint Cloud (1804 e 1806) che proibiva l’uso dei sepolcreti all’interno delle chiese, prevalentemente per motivazioni igieniche: dopo l’Editto a Cavallermaggiore erano stati creati i cimiteri di San Pietro (per la parrocchia dei Santi Michele e Pietro) e di Salerie (per la parrocchia della Pieve: era il sito dell’attuale “area ecologica” per la vecchia strada del Foresto); sino al Concordato, le parrocchia del Foresto e di Madonna del Pilone non esistevano.  Nel manoscritto l’autore aveva redatto disegni relativi all’esterno della chiesa.

La pianta del momento della redazione del manoscritto, con una ipotesi dell’originaria struttura - non però fondata sui dati del catasto figurato settecentesco (che la rappresentano più lunga di due campate) – . Non è rappresentato il campanile absidato, probabilmente scomparso da tempo [Non è neppure rappresentato nel catasto figurato settecentesco]

Un interno della chiesa cimiteriale, con le tre absidi ed i sepolcri (di cui si intravvedono tuttora i profili sulla parete nord); l’altare dell’abside centrale ha una grande ancona con ricca cornice terminante con volute contrapposte: non si comprende il soggetto dipinto sulla tela

racchiusa nella cornice. Ma sappiamo che rappresentava San Michele, opera di Giuseppe Chiantore, non reperibile 2. Ne parla Giovanna
Galante Garrone i
n Percorsi Storici.3

Fatto curioso: non appare il grande crocifisso scolpito ora conservato nella chiesa di San Michele, portato negli anni Venti in Comune dall’ allora podestà Attilio Bonino.Nel manoscritto sono pure raffigurati in disegno due dipinti dell’antica chiesa: i 5 santi della parete nord ed il crocifisso tra due santi situato sopra l’abside destra:

Nel 1887 l’Amministrazione Comunale, realizzato il nuovo ponte sul Maira, in muratura del 1854, promuove, sulla strada per Monasterolo, la costruzione del nuovo cimitero urbano, abbandonando i cimiteri parrocchiali di Salerie e di San Pietro: in quella occasione furono realizzate – all’angolo del campo sud-occidentale del nuovo impianto – due aiuole recintate da siepi di bosso, che custodivano le ossa dei campi comuni dei vecchi cimiteri; esse sono state distrutte per realizzare le cappelle di famiglia negli anni Duemila. Nel frattempo, con la Restaurazione – e la conseguente scomparsa, nel nuovo ordinamento del Regno di Sardegna, della normativa di Saint Cloud - anche l’uso del cimitero di San Pietro era stato molto modificato: le famiglie della nobiltà ricostituita e della borghesia che stava prendendo piede, avevano ripreso a seppellire i loro defunti all’interno della chiesa di San Pietro: così come testimoniano tuttora le lapidi dipinte o in marmo che sussistono.La lapide marmorea con dedica a Vittorio Filippi fu invece asportata e murata nel cortile del palazzo tra via Roma e via Fiume: la si può vedere dal portone carraio di via Fiume.

             Il XX secolo

Con il XX secolo l’interesse per le opere d’arte conservate nell’antica chiesa del Priorato si arricchisce: in particolare l’avv. Attilio Bonino, divenuto podestà della città, e con profondi interessi storico-artistici, si occuperà in differenti occasioni dell’antica chiesa.Nell’anno 1924 l’avv. Bonino si farà promotore del trasferimento nella sede comunale (l’Amministrazione nel 1817 aveva acquisito Palazzo Garneri dal Monte di Pietà, cui era stato destinato per eredità, dall’ultimo esponente della famiglia) del crocifisso che descrive come arredo della “Chiesa Municipale di San Pietro”4: questo trasferimento fu spunto di gravi polemiche con l’allora priore dei Santi Michele e Pietro, don Giovanni Bonada, che non vide di buon occhio quella iniziativa! Il crocifisso restò nella sede comunale sino al 1954, quando fu requisito dalla Soprintendente Noemi Gabrielli per provvedere ad un qualche restauro. Quando fu restituito, nel 1962, trovò deposito nella prima campata sinistra della chiesa dei Santi Michele e Pietro 5. La stessa Galante Garrone ipotizza che la sede ottocentesca del crocifisso fosse proprio la chiesa di San Michele, in quanto, nel 1797 “un vecchio dozzinale Crocifisso” per iniziativa di don Lorenzo Fissore di Bra, fu sostituito con una ancona rappresentante San Michele, opera di Giuseppe Chiantore, non reperibile

Nel volume che il Bonino cura nel ‘26 sull’ arte si vedono pure interessanti studi sui dipinti della chiesa di San Pietro: ed è la prima volta che questi affreschi furono fotografati e studiati.Negli anni Trenta lo stesso Bonino promosse interventi di restauro della parete affrescata con i 5 santi: tracce di quegli interventi sono tuttora visibili nei ganci di rame che trattengono in alcuni punti la superficie affrescata al muro di supporto.Negli anni Sessanta, all’epoca in cui Don Sebastiano Galletto è viceparroco della parrocchia di San Michele, vengono fatti degli accertamenti su alcune pareti affrescate ma coperte da scialbo, sulla parete nord: ed appare la Pietà che intravvediamo in alto a sinistra.

Nel 1967 esce il volume su Cavallermaggiore ad opera di don Galletto, che farà uso sostanzialmente dei “cliché” utilizzati dal Bonino per le sue pubblicazioni (“cliché” che allora erano ancora, assieme ai libri ed ai dipinti, nella biblioteca di casa di Bonino accanto alla chiesa di San Rocco: poi, assieme ai libri della biblioteca ed alla collezione d’arte, furono lasciati dal Bonino al Comune di Savigliano 6

Nel 1979 fu organizzata la mostra per i 400 anni della fondazione della confraternita dei Battuti Neri, mostra che aveva tre sedi: chiese della Misericordia, di San Bernardino, di San Rocco; venne in visita alla mostra il presidente del Consiglio Regionale, avv. Viglione e fu pure portato a visitare San Pietro, dove – a cura del Comitato Permanente per la Tutela dei Beni Culturali, erano stati avviati lavori per la salvaguardia della chiesa e in vista di restauri agli affreschi: gli esperti avevano consigliato di provvedere a risanare le pareti murarie che avevano affreschi ed io avevo predisposto un piano di risanamento con canalette esterne per impedire l’umidità di risalita. E pertanto erano stati avviati scavi archeologici presso la chiesa

Alla vista degli affreschi si impegnò a deliberare fondi regionali per il restauro.

Furono così avviati, a partire dal 1981 – rimossa la ottocentesca recinzione lignea del presbiterio di fronte all’abside centrale, la cui collocazione aveva gravemente danneggiato i dipinti sui piedritti dell’arco trionfale dell’abside - lavori di restauro degli affreschi interni ad opera del restauratore milanese G. Fiume: una relazione su questi restauri appare nel contributo del 1990 di Giovanna Galante Garrone sul volume Percorsi storici: Mi pare importante qua segnalare che a lui si dovettero il tassello visibile sulla Pietà della parete nord ed i saggi che consentirono di rilevare tracce molto interessanti di affreschi romanici sulla parete interna dell’abside centrale: unico resto di decorazione romanica superstite dell’antica chiesa del priorato! 7

Negli anni Ottanta la Regione aveva disponibilità economiche ed io mi recavo spesso negli uffici della Cultura : andavo come rappresentante del Comitato di Tutela e in Assessorato c’eran molti amici e conoscenti con cui si organizzava il da fare!I lavori svolti in quegli anni sono poi confluiti in pubblicazioni a cura del Comitato che rendono conto di lavoro, non di chiacchiere….. Desidero in particolare ricordare gli esiti delle campagne archeologiche, con rilievi di carattere storico, artistico ed antropologico di rilievo superiore! Durante gli studi e gli scavi furono rintracciati bassorilievi di epoca longobarda…Gli scavi archeologici avvennero nel 1981 e nel 1983 ed interessarono le aree a nord ed absidali (est) della chiesa.

Quando si ripresero i lavori nel 2007, con un finanziamento delle fondazioni bancarie, l’obiettivo era quello di risanare la porzione di muratura a lato della porta di ingresso settecentesca e poi passare all’interno per creare i presupposti per una nuova pavimentazione: ma, avviati gli scavi, contemporaneamente alla risistemazione dell’area esterna, per creare un piccolo giardino officinale [dell’antico insediamento priorale benedettino non rimangono, ora, che una porzione della chiesa ed il lungo muro esistente tra l’area della scuola e la proprietà privata ad oriente della scuola – forse il muro che delimitava l’insediamento benedettino - ], fu con grande sorpresa che si trovarono le fondazioni di quello che doveva essere il campanile della chiesa romanica, con tanto di abside: La sistemazione dell’area del campanile assorbì più risorse del previsto ed i lavori interni vennero sospesi.Gli scavi del 1981 - 1983 furono poi editi nei quaderni della Soprintendenza Archeologica, e quindi gli studi comparati a livello regionale, furono pure editi nei volumi a cura di Mercando e Micheletto.I recenti lavori con gli scavi archeologici dell’interno della chiesa sono stati oggetto della relazione svolta dall’ispettrice dott.ssa Uggè e dagli archeologi che hanno svolto i lavori, svolta nell’ultima seduta prima di Natale!

Rilevamento delle fondamenta del campanile absidato.

fonte: Soprintendenza archeologica del Piemonte

Tombe medievali all'esterno del lato est.

fonte: Soprintendenza archeologica del Piemonte

NOTE

1 G- PISTONE, Note biografiche su quattro cronisti locali, in G. CARITÀ e E. GENTA (a cura di), Percorsi storici, studi sulla città di Cavallermaggiore, Cavallermaggiore, 1990, p.267

2 Manoscritto di Giuseppe De Bernardi, edito da M. ALOCCO, in G. CARITÀ e E. GENTA (a cura di), Percorsi storici, studi sulla città di Cavallermaggiore, Cavallermaggiore 1990, p.443

3G. GALANTE GARRONE, Interventi di tutela e proposte di ricerca per la cultura figurativa di Cavallermaggiore, in G. CARITÀ (a cura di), Per i quattrocento anni della Misericordia,1579-1979, indagini e documenti sulla storia di Cavallermaggiore, Cavallermaggiore 1980, p. 89

4 A. BONINO, Storia della Città di Cavallermaggiore, L’Arte, Torino 1926, p. 195 G. GALANTE GARRONE, Interventi…, p. 89-100

5 G. Galante Garrone, Interventi…, p. 89-100

6 G. GALLETTO, Cavallermaggiore, storia, vita, arte, Cavallermaggiore 1967
7 G. GALANTE GARRONE, Arte a Cavallermaggiore tra ricerca e tutela. Dal Trecento al tardo manierismo, in G. CARITÀ e E. GENTA (a cura di), Percorsi storici, studi sulla città di Cavallermaggiore, Cavallermaggiore, 1990, p.385

8 E. MICHELETTO, Cavallermaggiore, chiesa di S. Pietro,. in “Quaderni della Soprintendenza Archeologica del Piemonte”, n° 23 del 2008, pp 200-201
9 L. MERCANDO e E. MICHELETTO (a cura di) , Archeologia in Piemonte, Il Medioevo, vol. III, Torino 1998, pp. 217-322
fonte:Quaderni della Soprintendenza archeologica Piemonte, 3 (1984)

L'ASSOCIAZIONE

L’Associazione San Pietro è stata fondata nel 2015 con lo scopo principale di restituire alla cittadinanza l'utilizzo di un bene storico e artistico di fondamentale importanza per il territorio, cioè la sua chiesa più antica.

SEDE LEGALE

Associazione San Pietro

Associazione non riconosciuta di volontariato

c/o Biblioteca Civica

Palazzo comunale - Via Roma 104  12030 Cavallermaggiore CN ITALY

tel. : 335 8148141

associazionesanpietro@gmail.com

Codice Fiscale: 95024660045

Iscriviti alla nostra Mailing List
  • Grey Facebook Icon
  • Grey Google+ Icon
  • Grey Instagram Icon

© 2017 by Associazione San Pietro Cavallermaggiore

This site was designed with the
.com
website builder. Create your website today.
Start Now